I nostri partner: Venezia

EssetreSport di Mestre insieme ai ragazzi del Running Club Venezia sono diventati la nostra spalla operativa veneziana; la Locanda Montin la nostra base di fiducia.

A Venezia ci siamo sentiti subito ben accolti: alla prima riunione in Municipalità, accompagnati da Stefano Bettio, maggioranza e opposizione furono immediatamente d’accordo nell’approvare all’unanimità la 5.30!

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Stefano Bettio, Atletica Murano

“È stato un colpo di fulmine e, per quanto una corsa in laguna sia costretta a contingentare i posti, la 5.30 è diventata un evento importante per Venezia. Con Sergio e Sabrina abbiamo realizzato anche la prima edizione della Bocca del Fuoco, una 5.30 magica, che in notturna passava tra le fornaci coi mastri vetrai al lavoro.”

“Di 5.30 mi colpì subito la particolarità dell’orario, che lascia alla gente l’impressione di aver compiuto un’impresa. Dopo vanno in ufficio ed è la prima cosa che raccontano ai colleghi, che hanno fatto una cosa incredibile che li fa sentire un po’ eroi.”

“In vacanza, quando magari sei in giro per il mondo, è bello incrociare altre persone con addosso la maglietta 5.30, ha assunto il valore di una medaglia da ‘finisher’, ti fa sentire parte di una comunità”.

“Soprattutto per i veneziani, poi, è l’occasione di riscoprire la propria città deserta e non intasata di turisti come al solito, beh, a parte quest’anno…”

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Gino Gregnanin, Running Club Venezia

“La prima edizione, nel 2011, la corsi da partecipante ma poi mi feci avanti per proporre un percorso più caratteristico, che è poi diventato quello attuale, con partenza alle Zattere e passaggi-cartolina tipo Punta della Dogana, Piazza San Marco e Rialto.”

“Una volta capito cosa poteva agevolare Sergio e Sabrina, ho iniziato a dare loro una mano anche col reclutamento dei volontari – un gruppo di Scout – e con la logistica: muoversi a Venezia non è come in città normale! Poi col Running Club Venezia abbiamo predisposto un servizio “scorta” e un servizio “scopa” lungo il percorso, per evitare che partecipanti – di tutti i ritmi – si perdessero lungo il percorso!”

“All’epoca facevo una fatica tremenda a svegliarmi alle 5… Sergio e Sabrina ridono ancora per un episodio che capitò proprio nel 2012: insomma, dopo aver ridisegnato il percorso, organizzato i volontari e aiutato ad allestire tutto… non sentii la sveglia e mi presentai quando ormai i primi erano già arrivati!”


I nostri partner: UISP Reggio Emilia

Il rapporto con UISP si era ormai consolidato in molte città del tour 5.30 e venimmo contattati dai responsabili di Reggio Emilia. Quella volta fummo noi a pensare che non sarebbe venuto nessuno… invece Reggio ci sorprese con 1.000 partecipanti alle 5.30 del mattino! :)

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Paolo Manelli, UISP Reggio Emilia

“Premesso che qualsiasi iniziativa podistica mi piace a priori, la 5.30 mi colpì subito per vari aspetti: il suo pubblico era diverso da quello cui eravamo abituati, nettamente più giovane, avrebbe portato un bello svecchiamento e ampliamento della nostra base che solitamente frequenta camminate! In più 5.30 era innovativa per gli strumenti tecnologici che ha sempre usato: dieci anni fa puntare tutto su social e iscrizioni online era veramente all’avanguardia!”

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“Con Sabrina c’è stata un’intesa immediata, tante volte non c’è neanche bisogno di parlare, ci capiamo al volo. Quando organizzo eventi mi piace lavorare con serenità, la stessa che ho ritrovato in loro due… è il modo di ragionare tipicamente emiliano, in cui si bada al sodo

poi anno che non sono arrivate le ciliegie soffrivamo in silenzio

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“Per quanto riguarda le attività di UISP Reggio Emilia, ovviamente la quarantena ha bloccato tutto e mi ero accorto che parecchia gente stava mollando, senza la motivazione di qualche obiettivo agonistico. Così, per ricominciare, mi sono inventato la ‘Riparti Run’: per quattro weekend, da inizio maggio a inizio giugno, lanciavamo una prova, di diversa natura, da completare. I partecipanti la dovevano svolgere individualmente, mandarci lo screenshot del proprio risultato e poi noi stilavamo una classifica, con tanto di bonus e malus a seconda delle caratteristiche delle singole prove. È stato un successo: al primo round di Reggio Emilia hanno partecipato 200 persone e ora UISP sta pensando di estenderlo all’intera regione.”


I nostri partner: Fabrizio Gadioli e UISP Mantova

Fabrizio Gadioli è l’artefice della 5.30 Mantova, coadiuvato da UISP. All’inizio ho cercato di dissuaderlo in tutti i modi… ma non riuscii a fargli cambiare idea! Pensò lui a tutto e mi rilassai così tanto che il giorno dell’evento mi accorsi di aver dimenticato un sacco di cose: “Tanto Fabrizio ha pensato a tutto” mi dicevo! :-

Le prime edizioni si svolsero in concomitanza con il Festivaletteratura a settembre. Da tre anni, la data è sempre vicina al solstizio d’estate.

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Fabrizio Gadioli, UISP Mantova

“Ho conosciuto Sergio e Sabrina rispondendo a una loro richiesta di volontari per la 5.30 di Milano del 2014: partii da Mantova la sera prima, e per fortuna che mio figlio in quel periodo studiava a Milano! Incuriosito, andai poi a dare loro una mano anche alla 5.30 di Modena… volevo capire se fosse fattibile organizzarne una anche a Mantova!"

"Una volta visto come funzionava la 5.30 dall’interno, glielo proposi, 'Ma ormai il tour è finito!' mi risposero Sergio e Sabrina."

"Non mi diedi per vinto e dà lì partì la special edition di settembre, in concomitanza con Festivaletteratura. Andò subito bene e un anno abbiamo anche presentato il libro di 5.30 in quell’occasione!"


I nostri partner: UISP Ferrara

Anche a Ferrara, il primo approccio con una società podistica locale fu sempre il solito: “La 5.30 qui non può funzionare”!
Più avanti, grazie all’interessamento dell’allora assessore all’urbanistica Roberta Fusari e di UISP Ferrara debuttammo con 500 partecipanti... che l'anno dopo divennero 1.500, poi quasi 3.000 e, nel 2018, la 5.30 Ferrara è finita in prima serata al TG1 delle 20!
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Enrico Balestra, presidente UISP Ferrara
«La 5.30 a Ferrara è arrivata grazie all’allora assessore all’urbanistica Roberta Fusari, che conosceva il progetto di Sergio e Sabrina e li invitò a tenere una lezione alla facoltà di architettura, a proposito della loro concezione di utilizzo degli spazi urbani.
Roberta mi invitò ad assistere e, per quanto con UISP organizzassimo già manifestazioni sportive nel centro storico o sulle mura, in effetti l’idea di cui quel giorno parlarono Roberta, Sergio e Sabrina andava oltre. Un messaggio immediato e facile da capire, quasi evangelico: animare le città in un orario in cui solitamente sono deserte, con un evento discreto e coerente, trasformando il pretesto sportivo in un’esperienza della città stessa.»
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«Anche in UISP, inizialmente, non fu immediato raccogliere il consenso degli organizzatori storici. Col presidente dei giudici scattò una scommessa: secondo lui alle 5.30 di mattina nessuno si sarebbe presentato in piazza per iscriversi, a pagamento, a una corsa che avrebbero potuto benissimo fare gratis qualche ora dopo, da soli. Molto buono quel caffè che vinsi!»


I nostri partner: UISP Bologna

Era già primavera quando ci arrivò la telefonata di Marco Tarozzi, giornalista bolognese che ci aveva intervistato la settimana prima per Runner’s World.
“Perché non venite a farla anche a Bologna?”, ci propose.
In poche settimane, con l’aiuto di UISP, 900 persone partirono da Piazza del Baraccano per la prima 5.30 Bologna. Anche in questa città i rappresentanti del podismo tradizionale avevano sentenziato “Non verrà mai nessuno!”.
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Marco Tarozzi, giornalista
«“Volentieri” rispose subito Sergio, “ma a chi mi appoggio?”. Fu così che gli presentai Fabio Casadio, allora presidente di Uisp Bologna, e Donatella Draghetti, che divenne la referente UISP per 5.30. Qualche tempo dopo Sergio tornò a Bologna per testare il percorso che gli avevo proposto… e indovinate un po’ a che ora volle visionarlo?! Esatto, fu la mia prima levataccia per la 5.30!»
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Donatella Draghetti, la Dona, Uisp Bologna
«Quando Marco me li presentò, l’idea di Sergio e Sabrina mi piacque subito moltissimo: era un’intuizione fresca e da sognatori, si sentiva profumo di nuovo. Adesso di corse simili ce ne sono tante, ma all’epoca fu una visione. Immediatamente dicemmo di sì.»
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«Parliamoci chiaro: buttarsi giù dal letto per correre “solo” 5 km alle 5.30 del mattino e poi andare a lavorare è una cosa fuori dal mondo. Qual è l’anima vera che ti spinge a farlo? Sognare e sapersi emozionare. E saper fare emozionare anche gli altri. Con Sergio e Sabrina mi sono trovata subito in sintonia: abbiamo lo stesso modo di gettare cuore oltre l’ostacolo, fare le cose invece che criticare.»
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«Pensavamo che più di 200-300 persone non si sarebbero presentate, invece furono il triplo. E quel che venne dopo! Ogni anno abbiamo dovuto cercare posti sempre più grandi: da piazza del Baraccano a piazza Santo Stefano, che ci sembrava tanto grande… ma risultò in fretta piccola! Fu profetico Romano Prodi - uno dei “grandi” runner bolognesi che dall'inizio parteciparono alla 5.30, come pure l’assessore Rizzo Nervo - che in un’intervista dopo la 5.30 dichiarò “È diventata grande, dobbiamo partire da Piazza Maggiore”. E così è stato. Un ringraziamento particolare va all’infaticabile Marcello Ciurlo, fin dal primo giorno il braccio operativo della 5.30 Bologna.»

I nostri partner: Modena

Il Baffo, lo chiamano proprio così!, fu l’unico di Modena ad avere il coraggio di esporre la locandina della prima 5.30 nel suo negozio, per l’appunto 'Baffo Sport'. E quel 12 giugno 2009 fu praticamente il primo ad arrivare al Parco Novi Sad, già alle 4, perché non riusciva a dormire dalla paura di non sentire la sveglia!
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Oggi ci aiutano anche gli amici di Run&Fun: Gianluca Ferracuti e Mohamed Moro, due ragazzi cresciuti nella Fratellanza Modena, che gestiscono di un negozio di articoli sportivi. Di loro ci piace che a Modena sono praticamente gli unici che organizzano attività per le persone che vogliono camminare, correre o fare Nordic Walking senza velleità agonistiche.
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Moreno Casarelli, aka il Baffo, di Baffo Sport
“Sergio è un amico, già nel 2009 era solito venire nel mio negozio. Mi parlò di quest’idea di una corsa alle 5.30 del mattino, perché era un’abitudine che già condivideva con Sabina tutte le mattine e gli sarebbe piaciuto farla diventare una buona prassi per tanti. Proviamo, gli dissi subito… nonostante lo scetticismo con cui ci guardavano i tradizionalisti del podismo modenese. Sergio si aspettava che quella prima volta si presentassero in 100, secondo me erano pochi, infatti fummo subito 570! Da allora i numeri sono diventati astronomici”.

“Da qualche settimana Baffo Sport è riaperto… e devo dire che non ho mai venduto tante scarpe come in questi giorni, siamo sulle 50 paia al giorno, e magari il sabato anche qualcosa in più. Sicuramente la gente ha voglia di muoversi e sanno che da noi trovano un occhio attento nel consiglio delle calzature… ma di sicuro abbiamo anche puntato su prezzi amici: di questi tempi bisogna aiutarsi”.
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Fabio Goldoni, del Gruppo Interforze, oltre ad aiutarci con la sicurezza in varie città, fra cui Modena, è colui che si occupa, ogni anno, della donazione delle t-shirt avanzate alla Protezione Civile. Il nostro essere così ‘naive’ è bilanciato dalla concretezza sua e di Eugenio Di Prinzio: è merito loro se i 9.000 parteciapanti della 5.30 di Modena riescono a vivere un’alba spensierata, divertendosi.
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“Sergio è prima di tutto un amico, ci siamo conosciuti grazie al cognato, tutti accomunati dalla passione per la corsa. Perché all’epoca anche Sergio correva parecchio, lo sapevate?”.
“Poi Sergio mi coinvolse nella sua progettualità e, dopo quella prima edizione del 2009, non ne ho più corse ma sono sempre intervenuto col mio personale per garantire la sicurezza dell’evento. A dir la verità gli eventi non sono il nostro core business (in questi mesi, per esempio, abbiamo lavorato tanto come vigilanza delle aziende chiuse o regolamento dei flussi di ingresso della grande distribuzione), diciamo che scegliamo solo quelli “speciali” e 5.30 lo è: unisce giovani e meno giovani, capaci e meno capaci, passeggiatori e competitivi. Prova ne è il sostegno ricevuto dai partecipanti alla notizia che l’anno prossimo si correrà con la maglietta 2020: è, e rimarrà per tutti, un anno particolare”.
“Ho un gruppo di amici con cui siamo dediti al sociale e, quando proposi a Sergio e Sabrina di donare magliette avanzate, furono immediatamente d’accordo: negli anni, grazie a Croce Rossa, Ordine di Malta, Protezione Civile e altre associazioni, le t-shirt sono arrivate a chi ne aveva più bisogno di noi”.


I nostri partner: Base Running

Fin dall’inizio, a Torino siamo insieme a Base Running. Fu direttamente Alessandro Rastello, un campione del podismo nazionale, che ci chiamò e ci disse “Se venite, vi aiutiamo noi!”. Detto, fatto.
Di Torino ci ha sorpreso la partecipazione femminile: subito e sempre il 50% o più dei partecipanti!

Alessandro RastelloBase Running Torino
“Corro da 45 anni e - col mio socio Alessandro Giannone - siamo abituati a organizzare eventi con migliaia di partecipanti, ma quando ho scoperto che a Modena c’era qualcuno che si era inventato una corsa prima dell’alba l’idea di copiarli è durata, a dir tanto, una trentina di secondi. Coinvolgiamo gli originali, piuttosto, mi sono detto.”

“A Torino, ma non solo, mancavano eventi non agonistici che fossero organizzati tanto bene quanto quelli in grado di richiamare top runner. In Sergio abbiamo trovato una persona vulcanica, intraprendente ed educata; se lui e Sabrina sono le menti della 5.30, in noi ha trovato buone braccia e fa sì che, durante l’anno, siamo noi la faccia della 5.30.”

“Anche alcuni dei nostri eventi sono stati colpiti dai provvedimenti per l’emergenza coronavirus: la Mezza di Torino, la più partecipata del Piemonte, è posticipata al 2021 mentre per La Corsa del Re, all’interno dei magnifici giardini della Reggia di Venaria, c’è ancora un grosso interrogativo, in base alle regole che la Federazione imporrà."

“Come Base Running siamo oltre 400 soci. Al momento la priorità non sono le tabelle di allenamento, non essendoci gare, quanto piuttosto mantenere viva la passione per la corsa e i rapporti fra noi che corriamo. Stiamo lavorando per promuovere la cultura della corsa e un’immagine del runner più veritiera rispetto agli “untori” dei mesi scorsi: puntiamo su un’idea della corsa più introspettiva, basata sull’ascolto delle proprie sensazioni, sul senso civico e sul rispetto delle regole. Potremo uscirne arricchiti, anche da un punto di vista tecnico, se davvero impareremo a dare più importanza alle nostre sensazioni.”

“Pensiamo anche a piccolissimi gruppi di allenamento organizzati attorno a un trainer, ma con esercitazioni di corsa brevi e individuali. Per il venerdì della 5.30, invece, sto coinvolgendo 3-4 amici per correre comunque una sorta di 5.30 virtuale torinese.”


I nostri partner: Milano

Uno che la 5.30 di Milano l’ha vista nascere è Alberto Navone, dell’Ufficio Manifestazioni della Polizia Locale.

“Sì, sono l’amico istituzionale di Sergio e Sabrina, se così vogliamo dire! Ai tempi della prima edizione, capitarono nel nostro ufficio all’atto della presentazione dell’istanza e da subito rimasi colpito dalla novità della proposta, che per ragioni tecnico-pratiche legate all’orario, alla fluidità e al basso impatto sul traffico cittadino fu subito promossa a pieni voti".

“Da quando è arrivata la 5.30, ho iniziato a vedere runner al mattino prestissimo anche durante l’anno: ha dato una svolta al mondo delle corse, che negli anni è diventato più ampio anche a livello generazionale.
Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la frutta del ristoro: un elemento significativo della loro mission, non si era mai visto prima.

La casa milanese della 5.30 è da Angelo Ceruti di Koalasport. A presentarci fu Michele Maiolo di Radio DeeJay e, da allora, non ce ne siamo più andati! Angelo coordina la banda di giovani universitari che ci aiutano nella consegna delle t-shirt e durante la notte della 5.30, insieme al Friesian Team.
Una curiosità: è ormai tradizione che, tra una chiacchiera e l’altra, da Koala Sport si definisca il colore della t-shirt e il tema dell’anno successivo.

Angelo Ceruti, Koala Sport
“Corro da 50 anni e per me la corsa è soprattutto divertimento, per questo ho detto subito di sì a Sergio e Sabrina, che col loro progetto comunicano proprio voglia di vivere!
Il giorno stesso in cui aprono le iscrizioni c’è sempre qualcuno che mi chiama per prenotare subito un’inscrizione, temendo di rimanere fuori… per dire quanto ormai sia sentito questo appuntamento”!

“Per quel che riguarda la mia attività, ho passato un mese di buio assoluto, poi ho cominciato a vendere bene online, facendo ottimi prezzi. Quel che mi è mancato è il rapporto coi clienti: chi viene da noi è un appassionato e ha sempre voglia di parlare di corsa… riprenderò con la stessa gioia degli ultimi trent’anni, l’unico problema sarà limitare le chiacchiere durante gli ingressi separati”!


I nostri partner: Luisa Balsamo

Per la 5.30 di Palermo Luisa Balsamo arrivò a chiederci informazioni con la gentilezza che la contraddistingue. I primi due anni scendemmo noi, ovviamente in furgone come a Brighton, ma poi ci rendemmo conto che la trasferta era lunga e costosa e pensammo di lasciar perdere. Luisa, caparbiamente, disse che ce l’avrebbe fatta anche da sola… e ora la 5.30 di Palermo è uno degli eventi podistici più partecipati della Sicilia.

“Scoprii la 5.30 tramite la rivista CORRERE mi attirò moltissimo che non fosse competitiva e che si rivolgesse a “gente normale”: una grande novità nel mondo del podismo, che frequento sia da atleta sia da organizzatrice, e che la proiettava nel futuro”.

“La stragrande maggioranza dei partecipanti hanno la 5.30 come unico evento sportivo dell’anno, però, c’è sempre anche un podista agguerritissimo, uno dei pochi “veri runner” che partecipano, perché gli altri fanno un po’ fatica a capire il meccanismo di una corsa come la 5.30, senza cronometro e senza classifica. Questo podista, vi dicevo, parte sempre in prima fila e continua a fare la 5.30 con un trasporto e una passione tali che forse la gara la vuole fare con sé stesso! Non manca mai, è molto carino e, me lo ricordo ancora, l’anno dello scirocco si presentò vestito da lavoro e la corse tutta così, perché poi doveva attaccare subito il turno ma alla 5.30 non voleva rinunciare”!

“Negli ultimi due mesi è come se il tempo fermato, come se fossimo stati chiusi in una bolla. A volte mi sembra di dover iniziare a preparare la 5.30, poi mi rendo conto che il tempo è passato per davvero e che quest’anno non ci sarà… è una brutta sensazione”.
“Mi sono rimasti i progetti del team Ferrino, un gruppo di donne che corrono per fare grandi imprese, non soltanto con spirito agonistico. Tutti le manifestazioni ovviamente sono state bloccate, ma con l’autunno confidiamo riuscire a mettere in piedi un’avventura outdoor”.


I nostri partner: Verona Marathon

Ci siamo: questa settimana ci saremmo dovuti mettere in viaggio per Verona, prima tappa del tour 2020 di Run 5.30.
Se, come già saprete, il nostro giro d’Italia (e non solo!) del benessere è rimandato al 2021, ci teniamo comunque a percorrere - almeno virtualmente - il nostro tour insieme a voi, città per città, settimana per settimana!
Ogni lunedì ci metteremo “in viaggio” e vi presenteremo i partner che in ogni città ci hanno scelto e che ci aiutano a organizzare la tappa… siete pronti?
Si parte, benvenuti a Verona!
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Sergio:
“Probabilmente finimmo presentati a quelli di Verona Marathon dalle persone sbagliate e il primo meeting non funzionò. Due anni più tardi ci fu un secondo incontro meno formale e più diretto: tra noi e Matteo Bortolaso, Claudio Arduini e Stefano Stanzial scattò qualcosa e, da allora, e il rapporto con i ragazzi di Verona Marathon è diventato sempre più stretto.”
“Dal punto di vista organizzativo sono fenomenali: sono gli unici che, nella notte dei preparativi, arrivano sul posto prima di noi e, finita la tappa, rimangono con noi a raccogliere da Piazza delle Erbe fino all’ultimo bicchiere.”
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Claudio Arduini, Verona Marathon:
“Così fuori dagli schemi rispetto a tutti gli eventi di running tradizionali, la 5.30 si colloca benissimo nel panorama veronese: attira facce nuove e il suo indice di partecipazione femminile ricalca i dati nei nostri eventi meno “spinti” fino ai 10 km.”

“Se vogliamo trovare un lato positivo alla difficile situazione degli ultimi mesi è che almeno, forzatamente fuori dalla nostra incalzante routine di impegni, abbiamo avuto il tempo di mettere a fuoco idee che altrimenti non ci sarebbero mai venute".

"Partendo dal presupposto che tra le cose che ci sono mancate di più ci sono proprio fare quello che ci piace – correre – con chi ci piace – i nostri amici -, stiamo lavorando ad alcuni progetti, alcuni anche totalmente inediti per l’Italia.”

“E poi c’è il discorso dell’impatto economico di questi mesi di lockdown: le città si sono svuotate e va pensato come farle rivivere. Stiamo ragionando su micro eventi nel centro storico, gestiti a tappe e a piccoli gruppi, in un mix di running e cultura: vogliamo che la corsa sia vista come occasione di coinvolgere la città, richiamare gente e generare indotto… non come la seccatura di trovare le strade chiuse il giorno della maratona!”


Asparagi: l’eleganza in tavola!

Eleganti e slanciati, con la loro energia ascendente e il colore verde, gli asparagi
sono conosciuti fin dai tempi antichi e ancora oggi sono i protagonisti indiscussi
della primavera.
Dal punto di vista nutrizionale, 100 g di asparagi contengono solo 20 kcal,
oltre 90 g di acqua, 3-4 g di proteine, scarsi i carboidrati, assenti i grassi, tanti sali
minerali e vitamine.

Proprietà degli asparagi?
Remineralizzanti grazie a calcio, ferro e potassio.
Hanno un potere antiossidante spiccato, grazie al contenuto di vitamina C ed E.
Ottimo apporto di fibra.
Effetto diuretico molto intenso.

Per chi?
Gli asparagi sono insuperabili per sintonizzarsi con le energie della primavera,
per chi è sempre a caccia di sali minerali, per chi cerca la leggerezza, per chi
vuole eliminare la ritenzione di liquidi e per chi vuole depurare dolcemente il
fegato… l’organo della primavera.

Come mangiarli?
Ottimi cotti a vapore, da provare crudi nei centrifugati, per godere al massimo il
loro potere antiossidante!

Curiosità!
Se dopo aver mangiato gli asparagi sentite un odore strano nelle vostre urine,
l’autorevole British Medical Journal, nel numero di Natale 2016, chiarisce che
dipende dai vostri geni 👇
www.bmj.com/content/355/bmj.i6071

Bibliografia essenziale:
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0308814607002956
Linee guida per una sana alimentazione, CREA, 2018
https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018

Dott.ssa Sabrina Severi
Biologa, specialista in scienza dell’alimentazione
Instagram: @sabrina_severi

 


Tutto ciò che abbiamo fatto nel 2018

Tutto il 2018 è qui!

Un tour 5.30 con più di 34.000 partecipanti in 13 città in Italia e Regno Unito.
Il progetto 5.30 Scuola che, a Verona, Modena e Milano, ha coinvolto più di 7.500 studenti.
La Virtual 5.30 con oltre 4.000 partecipanti dalla Baviera ad Agrigento e il Contest Vacanze 5.30 con oltre 300 immagini arrivate da ogni parte del mondo.
Più di 55.130 euro donati ad associazioni e Protezione Civile, nelle varie città oltre alla frutta avanzata dai ristori (donata alle mense dei poveri nelle città del tour).

Potete sfogliarlo, scaricarlo o condividerlo da qui https://bit.ly/2PKU3sy

Ciao, Sergio & Sabrina :)