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La t-shirt 5.30

(nella foto, la t-shirt della prima edizione di Modena 2009)
All’inizio veniva data alla fine della corsa ma, già alla seconda edizione i partecipanti era così tanti che si formò un fila lunghissima: oltre a ritirare la propria t-shirt, molti volevano scambiare due chiacchiere, chiedere perché e come era nata la 5.30.
Sicché, dalla edizione milanese del 2010, pensammo fosse bello arrivare nella città i due giorni precedenti l’evento, per avere la possibilità di raccontare chi eravamo, oltre che consegnare la t-shirt.
Indossarla non è mai stato un obbligo; cominciaste da soli e, questo, ci fece molto piacere… senza contare che le foto della città attraversata dal fiume colorato erano bellissime!

Abbiamo iniziato comprando le t-shirt in cotone 100%, per ribadire che la 5.30 non è una competizione. Quando, e se, capiterà un mega sponsor che ci farà cambiare idea donandoci delle meravigliose t-shirt tecniche, ve lo comunicheremo ma, per ora non è ancora successo sicché, siamo liberi di continuare ad acquistare le nostre.

Un anno andammo in crisi con la fornitura delle t-shirt, fu l’anno del colore fucsia. I partecipanti passarono da 13.000 a 30.000 e, come se non bastasse, tantissime studentesse delle scuole di Modena ebbero l’idea di prendere la taglia XL per farsi il miniabito per l’estate (tagliando le maniche).
In tutti i grossisti d’Europa non si trovavano più t-shirt fucsia e dovemmo ripiegare su un rosa Giro d’Italia o Peppa Pig a seconda dei gusti 🙂

La notizia sul colore e disegno della t-shirt 5.30, di solito divulgata gennaio, è una delle nostre news più viste (sempre oltre le 100.000 visualizzazioni), condivise e commentate, sia sul sito che su Facebook, seconda solo alla presentazione delle città del tour 5.30.

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