Le emozioni che smuovono le montagne

 

Ogni volta che siamo chiamati a parlare di 5.30 cerchiamo di semplificare il messaggio; primo perché non dobbiamo convincere nessuno, secondo perché o, chi ascolta, capisce subito di cosa stiamo parlando oppure si vede che non è il momento giusto.

Al workshop ‘Le imprese creative rigenerano la città’ (Ferrara 20-21-22 ottobre), abbiamo avuto il privilegio di aprire gli interventi dei relatori: 2 minuti io, 2 minuti la clip video per rompere il ghiaccio e 2 minuti Sabrina. Niente slide di power point.
Sinceramente, questa volta abbiamo avuto l’impressione di essere stati un po’ troppo essenziali perché, gli interventi venuti dopo di noi sono stati molto più articolati ma, 5.30 è un brivido che vola via sicché, questo senso d’impalpabilità continua a piacerci parecchio.

La conferma di essere sulla strada giusta è venuta da uno dei relatori che, nella battuta finale, ha lanciato la sua provocazione: “Dovremmo finirla di continuare a raccontarci l’un l’altro quanto siamo bravi e impegnarci a smuovere le coscienze della comunità in cui viviamo per mostrare, a chi gestisce la città, che è in atto un vero cambiamento e che parte dalla gente!”.

Poi, rivolgendosi a me e Sabrina dice “Mi è piaciuto da matti l’intervento dei ragazzi (grazie dei ragazzi) quasi commovente nella sua semplicità ma, che è stato in grado di smuovere decine di migliaia di persone da Palermo al Regno Unito… io v’invidio tantissimo per questa emozione che state portando in giro”.
Inutile che vi dica come si è riempito d’orgoglio il nostro cuore 🙂

In mezzo a tante slide e progetti elaborati, tutti voi, partecipanti delle 5.30, siete diventati protagonisti; vi abbiamo mostrato con una piccola clip di 2 minuti realizzata utilizzando i vostri video girati con gli smartphone e postati sul web.  Questo ha fatto breccia nel cuore delle persone presenti al workshop, così, in modo semplice.

Forse, anche concetti da addetti ai lavori, come la ‘rigenerazione urbana’, partono da qui: dallo stare bene, con noi, con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.

Grazie a Giangi Franz di averci invitato